La qualità è tutto. Per gli ebook e nella vita.

La pratica dell’epub – quando il libro diventa software

Giusto oggi, dopo essere stata accusata di vedere sempre il ‘perfettibile’, ho finito di leggere La Pratica dell’ePub, Apogeo. Ivan Rachieli (su Twitter @iscarlets) conclude il suo ragionamento sugli ebook e sui cambiamenti nel lavoro editoriale ad esso connessi così:

“Se l’ebook è un software – e lo è eccome […] – allora la tecnologia è marketing. […] Il miglior prodotto, col miglior servizio, al minor prezzo. E abbiamo visto come, se si esclude il contenuto, nell’editoria digitale prodotto, servizio (e prezzo) siano conseguenze dirette del modo che abbiamo di usare (oppure non usare) la tecnologia. Per una volta dovremmo limitarci alle banalità e guardare a un metro dal nostro naso. Pensare che non ci sia niente di incredibile da fare se non fare le cose per bene. Una roba nauseante, tanto suona finta, no?”

Ora, mi chiedo: al mondo solo Ivan e io la pensiamo così? Davvero sono convinta che lavorare bene sia la chiave di volta, l’elemento su cui si dovrebbe basare la vita lavorativa (e non solo, mi sa…) di ognuno.

Eppure mi ritrovo a scontrarmi ogni giorno con critiche di questo genere: “lei è troppo precisa”, “lei vuole sempre fare tutto bene”. Quando la precisione ha smesso di essere un pregio? Perché nella quotidianità della mia vita lavorativa dilaga il pressapochismo? Soprattutto per chi si occupa di tecnologia a vario titolo (che siano ebook, siti internet, software…), dove un errore insignificante può compromettere l’esperienza d’uso dell’utente.

Ovviamente non ho risposte a queste domande. Ma da parte mia continuo a cercare la ‘perfezione’ (che non esiste… e se esiste non è raggiungibile, lo so), perché è chiaro che nel medio-lungo periodo la qualità si ripaga (diciamo che lo spero… posso accettare che Babbo Natale non esista, ma non che questa mia convinzione sia solo una favola, no!), soprattutto in un mondo sempre più digitale.

Nel libro Ivan Rachieli sottolinea come sia diverso il processo produttivo di un ebook rispetto ad un libro cartaceo. Con un libro, poco importa (refusi a parte) se si sono usati correttamente gli stili, se si è impaginato con InDesign o ci si è arrabattati con Word, mentre con gli ebook un problema di codice, l’uso scorretto dei CSS, un tag sbagliato o un’altra ‘inezia’ simile può davvero intralciare e rovinare l’esperienza di lettura. Bisogna allora riscoprire la pignoleria, il controllo-qualità (un termine davvero poco letterario) e farsi proprie competenze nuove. Questa mi pare una sfida eccitante e se un complimento posso fare a La Pratica dell’ePub è la voglia di imparare che fa venire, di studiare per capire come funzionano queste strane cose fatte di codice che chiamiamo ebook, ma che forse sono più software che libri. E la voglia di farlo bene😉

Titolo: La pratica dell’ePub. Quando il libro diventa software
Autore: Ivan Rachieli
Editore: Apogeo
Prezzo: epub senza DRM – 3,99 €, in vendita su Bookrepublic e Ultimabooks

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