Gli ebook mi hanno cambiato la vita

Preparatevi a una lettura diversaIn effetti è esagerato dire che gli ebook mi hanno cambiato la vita, ma sicuramente hanno influito sul mio modo di leggere e di vivere l’esperienza di lettura. Credo che sia un processo di cambiamento ancora in atto, per me e non solo, in cui le più consolidate abitudini vengono scalfite dalla rivoluzione digitale e gradualmente vengono sostituite da nuove. Il punto non è tanto se i mutamenti siano giusti o sbagliati, il nocciolo della questione è piuttosto in quale direzione vadano e come l’editoria digitale ci si possa adattare.

In questo sono assolutamente d’accordo con il punto di vista di Claudio Giunta, che una decina di giorni fa ha scritto sulla Domenica de Il Sole 24 Ore un articolo dal titolo molto significativo: Preparativi a una lettura diversa (si può leggere qui).

Ma nella riflessione sull’avvenire dovremmo sforzarci di abo­lire parole come “meglio” o “peggio”, “giu­sto” o “sbagliato”, e accontentarci di “di­verso”; dovremmo privilegiare l’analisi ri­spetto al giudizio […]; e dovremmo cerca­re di ridurre al minimo i confronti col mondo del passato: non tanto perché a una certa età si diventa inadattabili, e si tende alla nostalgia […], quanto perché il mondo del passato non c’entra molto col mondo del futuro.

Ovviamente non ho idea di come sarà il futuro, né avrebbe senso provare ad immaginare il mondo dei libri fra 5/10 anni, perché, si sa, la realtà ci stupisce sempre. Tuttavia in quest’anno di letture digitali la mia vita è effettivamente cambiata, sono cambiati i gusti e le abitudini, in maniera graduale e non traumatica, portandomi ad essere una lettrice diversa.

Innanzitutto leggo di più. Non saprei nemmeno bene spiegarmi come, in fondo le giornate durano sempre 24 ore, no? Credo che dipenda dal processo decisionale che mi porta ad un libro. Non vado più in libreria (e in effetti mi manca Massimo, il mio amico libraio, con il quale potevo discutere di letteratura per ore sicura della bontà dei suoi consigli; ma ora lui è felicemente in pensione e la sua libreria è diventata una Mondadori Franchising…) e ormai mi affido all’istinto e alla rete, non tanto per le recensioni, che siano su Goodreads o su Amazon, quanto piuttosto per lasciar libera la mia curiosità. Mi muovo per associazioni libere, spunti, consigli, e algoritmi (una conferma per la logoinformatica!) saltando di ‘pal in frasca’, senza altra logica che l’ispirazione del momento e la voglia di scoprire, approfondire. Il che significa più voglia di leggere, meno classici (forse), meno autori famosi, meno grandi case editrici e molta più saggistica.

Leggere molti più saggi è forse l’effetto che più mi colpisce, perché è imputabile non a gusti volubili e labili, ma all’esperienza di lettura in sé. Con il mio ereader (a cui ho fatto delle cose strane e funziona come un tablet Android) posso leggere e sottolineare, esportare le note, prendere appunti in maniera molto più organica, avendo sempre a portata di mano quello che ho letto/sottolineato/appuntato. Prima, anche quando compravo un saggio, lo lasciavo sullo scaffale a prendere polvere in attesa del ‘momento giusto’, se anche riuscivo ad iniziarlo raramente arrivavo alla fine, perché al primo calo di concentrazione passavo ad un romanzo e restavo invischiata in una trama molto più piacevole. Ora, posso passare dal romanzo al saggio e viceversa con pochi clic, posso tornare su un passaggio interessante in ogni momento, senza dovermi portare dietro un’ingombrante libreria.

Ma a fronte di tutte queste belle cose, cos’ho perso? Beh, il profumo della carta. Ma siamo davvero sicuri che siano le caratteristiche tattili e olfattive dei libri a renderli tanto speciali e importanti? Credo di no e quel che mi piace di questa rivoluzione digitale è che sta riportando l’attenzione sui contenuti, più che sui contenitori. Perché content is the king.

6 comments

  1. Sara Durantini · giugno 5, 2012

    Non credo che sarà la rivoluzione digitale a spostare l’attenzione sui contenuti. Il fascino per la carta stampata… ci sarà sempre, non scomparirà. Sottolineare, prendere appunti, rileggere e rivedere sono atteggiamenti che si mettono in atto anche con il libro cartaceo. Sono cambiate le possibilità di lettura. Leggiamo giornali dal cellulare, approfondimenti di quotidiani tramite notizie che vengono direttamente da twitter o da altri social network. Ma l’importanza del contenuto, della storia in sé, non è figlia della rivoluzione digitale. Già Virginia Woolf parlava dell’importanza dei personaggi, nitidi ricordi dei lettori che rimembrano un determinato libro. Oggi questo concetto è stato recentemente ripreso da Margaret Mazzantini (per fare un esempio) che afferma di essere fortemente abbracciata e legata ai suoi personaggi. Ma il numero degli scrittori che parlano dell’importanza del contenuto di un libro cresce esponenzialmente se ci si addentra ancora di più nella discussione.
    Insomma da questo punto di vista la primavera digitale non ha apportato modifiche.

    • pantofoladigitale · giugno 5, 2012

      Il mio punto di vista è esclusivamente quello del lettore. Da una parte riconosco il fascino della carta, dall’altra credo che il libro stampato possa stare all’ebook come il vinile sta alla musica in mp3.
      Finora il contenuto è stato vincolato dal suo supporto, dal contenitore, e in parte lo è ancora a causa della scarsa uniformità fra formati (in primis epub vs mobi) e dell’adozione di DRM. Per questo dico che si sta riportando l’attenzione ai contenuti, perché si va verso soluzioni tecnologiche che consentono un’esperienza di lettura transmediale, in cui il mezzo è strumentale alla lettura.
      Per quanto riguarda l’altra parte della ‘barricata’ non ne so abbastanza per avere un’opinione degna di tal nome, grazie per gli spunti🙂

      • Sara Durantini · giugno 6, 2012

        Da lettrice posso dire che la rivoluzione digitale non sta migliorando il mio approccio alla letteratura (e non lo sta neppure peggiorando). Leggo molto e provo interesse per molti generi (anche fino a poco tempo fa sconosciuti per la sottoscritta) perchè curiosa e affascinata dal libro, sia esso cartaceo o digitale, e anche dal mondo che gira attorno al libro, dall’atmosfera che si respira parlando dello stesso e vivendolo giorno dopo giorno. Ciò che sta modificando la rivoluzione digitale è appunto il modo di avvicinarsi al libro. Forse solletica di più l’idea di avere un Kindle in borsa che contiene già decine di libri piuttosto che portarsi appresso ogni giorno un libro diverso.
        Grazie a te per le riflessioni nate dal tuo articolo!

  2. pantofoladigitale · giugno 15, 2012

    Una testimonianza personale su come cambiano le abitudini di lettura e acquisto con gli ebook: http://www.the-digital-reader.com/2012/06/06/the-ebook-effect-buying-and-reading-more/

  3. Marco Aquilani · agosto 1, 2012

    Anche a me l’ereader ha potenziato le occasioni di lettura. Ne sono entusiasta.

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