Quando gli ebook non sono perfetti

Capita spesso, direi quasi in ogni ebook, di trovare errori di battitura ma anche problemi più strutturali. E allora, appena finito il libro, ancora assorta nelle sue atmosfere, scrivo ‘a chi di dovere’. Non per spirito polemico o per mera pignoleria, ma perché credo nella collaborazione, nella possibilità concreta di costruire una relazione preziosa fra lettore e casa editrice/libreria online, che può portare a migliorare il prodotto finale, l’ebook, che per sua natura, è modificabile anche dopo la pubblicazione.

Tuttavia non tutti gli interlocutori hanno reagito nello stesso modo alle mie segnalazioni. Ammetto anche che in alcuni casi sono partita subito arrabbiata, come per un certo ebook, chiaramente convertito in ebook tramite scansione e successivo riconoscimento ottico dei caratteri. Il risultato: un libro infarcito di errori come  ‘awenimenti’ al posto di ‘avvenimenti’, ‘campo i’ invece di ‘campo I’, ‘198 [a capo] 9’ invece di ‘1989’, solo per citarne alcuni. L’apoteosi però è stata la sezione fotografia nel bel mezzo dell’ebook. Proprio a metà di un capitolo, a metà di un discorso. Tanta incuria mi ha davvero indisposta, se solo qualcuno si fosse degnato di ‘sfogliare’ l’ebook si sarebbe accorto del problema! Beh, ho scritto all’editore, mi ha risposto dopo qualche giorno trincerandosi dietro scuse tecniche, promettendo di correggere il file e dopo altre due settimane mi ha informata che sullo store era disponibile il file rivisto. Peccato che lo avessi acquistato su una libreria online che consente il download solo per i 3 giorni successivi alla data dell’ordine… Ho lasciato perdere (e cambiato store).

Endurance

Endurance: Shackleton’s Incredible Voyage

Problema analogo per Endurance, che ho acquistato su Kobo Books: qualche errore da OCR e sezione fotografica a metà del libro. In questo caso ho scritto alla piattaforma, l’assistenza mi ha risposto velocemente, hanno corretto gli errori riscontrati e per ripagare il fastidio di un’esperienza di lettura non ottimale mi hanno regalato un credito pari al valore dell’ebook (che tra l’altro è un libro potente, un’avventura al limite dell’incredibile, raccontata magistralmente, che fa molto riflettere sulla voglia di vivere, la forza di volontà, la lealtà e lo spirito di collaborazione).

Lo stesso in seguito ad un’altra segnalazione di un libro che conteneva spesso il trattino all’interno delle parole, anche questo evidentemente un refuso da OCR. Nel giro di 24 ore hanno corretto il file, che però presentava ancora degli errori, e alla seconda segnalazione mi hanno rimborsato l’ebook. Direi non male.

Il caso più eclatante però è sicuramente stato un libro tutto italiano: alcune app (BlueReader o Cool Reader) non riuscivano neanche ad aprire il file e su Moon+ Reader (app forse non così diffusa, ma comunque con buone recensioni) si mischiavano i capitoli (tanto per fare un esempio, la prefazione finiva in fondo al libro). E le note non erano link. Insomma, un vero disastro. Ho scritto allo store (nessuna risposta) e all’editore, che mi ha gentilmente ringraziata per le segnalazioni. Basta, fine della conversazione. Peccato che in tutto questo io il libro volessi leggerlo sul serio e così, usando Sigil, un programma gratuito per realizzare ebook, ho praticamente rifatto l’epub, con risultati modesti, ma comunque migliori dell’originale!

La macchia umana

La macchia umana

Infine il caso più recente: Ciccio Rigoli (su twitter @cicciorigoli), il libraio digitale di Ultimabooks per aiutarmi a uscire da una crisi di lettura, mi ha consigliato La macchia umana di Philiph Roth. Comprato, letto e crisi superata (per inciso, un libro intenso, elegante e tagliente, una scrittura nitida, precisa e avvolgente, non avrei potuto sperare in un consiglio migliore). Peccato che il file avesse qualche errore di battitura, niente di grave o fastidioso, ma pur sempre qualche imperfezione. Ho chiesto al Bot (@einaudieditore), risposta al volo e cortesia informale, come se davvero avessi dato il mio piccolo contributo.

Insomma, gli errori sono diffusi, ci incappano anche gli editori più blasonati, perché in fondo errare è umano. Ma bisogna saperli affrontare. Alle volte basta davvero poco, sfogliare il file, testarlo su più dispositivi e un po’ di gentilezza, per ringraziare il lettore che si è preso la briga di segnalare dei refusi. L’ho già scritto qui, la qualità è tutto,  che sia qualità della produzione o qualità del customer care, soprattutto in un mercato estremamente competitivo come quello dell’editoria digitale. Ed è la qualità che fa la differenza. Magari insieme ad un sorriso virtuale🙂

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