Che mondo sarebbe senza librerie?

Caro libro, quanto ci costi

Ultimamente mi sono imbattuta in diversi articoli che disquisiscono di prezzi, sconti e sostegno alle librerie. Fra questi anche un pezzo di Stefano Salis su La Domenica de Il Sole 24 Ore che mi ha fatto pensare: di primo acchito ovviamente mi sembra giusto difendere e sostenere le librerie, baluardi (ultimi?) della bibliodiversità e della cultura. Ma quando sono entrata l’ultima volta in una libreria? Beh, la risposta mi ha turbata un pò: non me lo ricordo neanche. 

Tutto il dibattito sulle iniziative ‘salva-librerie’ mi lascia, come dire, dissociata. Da una parte – la parte di me che ha avuto i suoi momenti di gloria imparando il mestiere del librario in una piccola libreria di una piccola città, con un’atmosfera un po’ speciale – le librerie sono un bene per la società, costituiscono una roccaforte in difesa dell’amore per i libri e per la bibliodiversità. Ma l’altra parte – quella che seguendo la ragione ha deciso di non investire i propri risparmi per rilevare quella piccola libreria, perché non sarebbe stata in grado di sostenersi a lungo – mi domando: davvero? Escludendo le librerie di catena, dando (forse erroneamente) per scontato che siano impersonali supermercati dei libri, davvero le librerie indipendenti rappresentano ancora poli culturali? La risposta deve essere sì, eppure non ne sono così convinta.

Le librerie, per quanto romanticamente affascinanti, sono pur sempre dei negozi che sulla cultura devono guadagnare e con il proliferare di canali distributivi alternativi (in primis internet e la GDO) il loro spazio si sta via via erodendo. Che senso ha, quindi, sostenere un modello di business che sta perdendo la sua intrinseca sostenibilità?

In fondo, le biblioteche, slegate dalle logiche di mercato, sono entità ben più adatte alla difesa e alla diffusione della cultura e della lettura. E le librerie non sono ormai più l’unico luogo di incontro fra lettori e autori (basti pensare alle sale gremite del Circolo dei Lettori di Torino, ma anche agli incontri con diretta streaming di Genova@ebook).

Sono anni ormai che compro quasi esclusivamente libri in online. Perché è comodo, pratico, veloce, economico (eh già, gli sconti pesano eccome nelle scelte d’acquisto di una forte lettrice), immediato. Perché la scelta è vastissima e non ci sono vincoli di orario. Perché i sistemi di raccomandazione e recensione online sono uno strumento valido.  Perché esistono anche i librai digitali, ma di questo scriverò un’altra volta🙂

Eppure non riesco pensare ad un mondo senza librerie…

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